Strane presenze
   La signora Laura mi raccontò che quando era giovane, più di una volta ebbe la percezione di strane presenze in casa altrui.
Di statura media e molto magra, la signora aveva ottantaquattro anni ed era sempre vispa e arzilla. Aveva una grande vitalità e sapeva preparare pietanze succulente e gustose. Viveva da sola, senza badanti perché non ne aveva bisogno. Faceva tutto con le proprie mani: le pulizie di casa, stirava, cucinava e andava a fare la spesa. Invitava a cena le amiche con le quali giocava a Canasta.
Nella sua vita, aveva fatto l’insegnante, aveva avuto un marito medico e due figli che adesso lavoravano negli Stati Uniti.
Mi narrò alcuni episodi della sua giovinezza, per esempio che un giorno andò a trovare uno zio e questi la invitò ad andare in salotto per vedere un dipinto. Ma proprio quando Laura cercò d’entrare, non riuscì ad oltrepassare la soglia perché ebbe la netta sensazione di essere respinta, come se qualcuno la sospingesse fuori impedendole di entrare. Lo zio le chiese perché era rimasta sulla soglia e lei rispose che non riusciva ad andare avanti. Allora quello spiegò che il dipinto rappresentava la sua defunta moglie che ancora si aggirava per la casa e che probabilmente non voleva essere vista e giudicata dalla nipote.
Un altro giorno Laura andò a trovare sua nonna che viveva con la sorella. Entrambe erano vedove e si facevano compagnia.
- Lo sai? - disse una volta la nonna – Prima in questa casa sono vissuti il Corto e il Lungo, due fratelli che odiavano tutti gli animali e non facevano altro che uccidere cani e gatti.
Laura restò impressionata da tale notizia, ma la volta successiva che andò da sua nonna, vide schizzare dietro di sé due sagome e si girò chiedendo se per caso ci fossero topi.
- Ma che dici! Che topi! Per carità, io non ne ho mai visti -
Cominciò ad andare in quella casa spesso, forse proprio per saperne di più sul Corto e il Lungo e poi perché non era convinta della faccenda dei topi.
La nonna, nel salone da ricevimento, aveva delle statue molto antiche. Laura iniziò a vedere comparire, dinanzi a quelle statue, delle strane sagome. Guardava meglio e le sagome erano sempre lì. Una volta lo disse alla nonna e quella rispose:- Ma che sagome? Di che sagome vai cianciando? -
In seguito, la nonna le chiese di andare a prendere un vasetto d’argento che si trovava proprio nel salone. Laura si rifiutò perché aveva paura e non voleva andare da sola.
- Ho capito! – esclamò la nonna – Quelle sagome! Tu continui a vederle ancora, è vero? -
Rispose di sì che continuava a vederle ogni volta che vi entrava.
- Sai di chi saranno, secondo me? – continuò la nonna – Saranno le ombre del Corto e del Lungo! -
Laura restò di sasso. Non poteva credere una cosa del genere, ma lei stessa vedeva quelle sagome e non aveva mai capito cosa fossero, se ombre riflesse o scherzi della luce.
Continuò a vederle ancora per qualche tempo, poi scomparvero e non le vide mai più. Ma le sue percezioni continuarono. Infatti, andò ad abitare col padre e la madre in un palazzo antichissimo e in una casa dai corridoi enormi. In quei corridoi talora vide passare delle suore. Le vedeva solo lei, gli altri familiari non vedevano nulla. Seppe in seguito che quel palazzo era stato un convento di clausura.
Quando si sposò, andò ad abitare in un condominio molto elegante. Una carissima amica stava al piano superiore ed era rimasta prematuramente vedova.
Un pomeriggio, mentre Laura riposava, sognò il defunto marito dell’amica. Questi la chiamava e le diceva di correre sopra perché sua moglie era in pericolo. Si svegliò di soprassalto e cominciò a sentire strani tramestii provenire dall’alto. Uscì da casa quasi automaticamente e prese a salire le scale. Quando arrivò dinanzi la porta dell’amica, suonò ripetutamente il campanello. Nessuno rispondeva e Laura insisteva quasi indotta da una volontà superiore. Subito dopo la porta si aprì e uscirono due giovinastri che se la diedero a gambe. In sostanza erano entrati con un sotterfugio e avevano imbavagliato la proprietaria per derubarla. Se Laura non fosse intervenuta a salvare l’amica, avrebbero ripulito la casa e, quel che è peggio, avrebbero fatto morire per soffocamento la poverina che era già svenuta e respirava a fatica.
Tutti episodi che hanno a che fare con il paranormale, ma cosa significa esattamente questo termine? Esso si applica a quei fenomeni che sono contrari alle leggi della fisica e che, se misurati secondo il metodo scientifico, sono inesistenti.
Mi sono sempre chiesta come possano essere inesistenti delle esperienze vissute e delle cose viste da una persona perfettamente sana come la signora Laura, che raccontava quegli episodi come fossero le cose più normali del mond