
La signora Teresa
Gaetano, tornando alla propria casa di riposo, trovò l’amico Ignazio seduto in compagnia di una donna molto attempata che presentò come la signora Teresa. Nonostante gli anni, aveva un’aria piuttosto ricercata e portava una parrucca nera ricciuta. Gli occhi erano di un azzurro sbiadito, truccati pesantemente e scrutavano tutti con pungente diffidenza.
Gaetano si accomodò e ordinò un caffè.
- Hai una cattiva cera, - osservò Ignazio - sai, la signora mi stava dicendo che è stata testimone di eventi paranormali, anzi mi stava proprio raccontando un avvenimento incredibile del suo passato.
- Stavo appunto dicendo, - esordì la signora- che anni fa conobbi una ragazza che stava per sposarsi. Era tutto pronto, l’abito, i fiori, la chiesa. Giunta dinanzi all’altare, la ragazza si sentì male e morì perché aveva un vizio cardiaco congenito e la forte emozione era stata fatale. I suoi genitori sconvolti, decisero di lasciare la loro abitazione dove c’erano troppi ricordi della figlia. La affittarono a una coppia la cui figlia che era stata amica della defunta. Questa ragazza aveva la stessa età e le stesse fattezze dell’altra. Non appena si trasferì nella nuova casa, iniziò a trasformarsi. -
- Trasformarsi? Come trasformarsi?- intervenne Gaetano - Non mi dica adesso, signora, che la ragazza si trasformò nella defunta!
- Proprio così invece, - continuò la signora Teresa - poco alla volta divenne sempre più simile all’altra. Prima era semplice e cominciò a truccarsi, prima era allegra e divenne malinconica e taciturna. La madre si rese conto che gradualmente sua figlia stava diventando sempre più simile all’amica scomparsa. Si truccava allo stesso modo e si era fatta bionda come l’altra. Le chiese il perché di quel cambiamento ma lei non rispose.
- Be’, signora, - intervenne Ignazio- può darsi che la ragazza fosse rimasta impressionata e addolorata dalla vicenda dell’amica.
- Ancora non avete sentito il resto: una notte la madre andò a spiare dietro la porta della figlia e la vide seduta alla toletta. Dietro di lei, riflessa nello specchio, c’era la sposa defunta che la pettinava.
- Ma per favore signora!- fece Gaetano – Queste sono solo favole!
- Pensi come vuole, ma io riuscì a salvare la ragazza.
- Salvarla? E come? Da che?
- La madre, atterrita, in seguito mi telefonò ed io le consigliai di lasciare quell’appartamento. Infatti, l’anima della sposa si era ribellata a Dio ed era rimasta legata alla casa perché si rifiutava di accettare il suo destino. Secondo me, avrebbe cercato d’impossessarsi del corpo dell’amica. Allora bisognava pregare per la defunta, per la sua povera anima inquieta.
Quei genitori cominciarono a pregare incessantemente e lasciarono l’appartamento. Subito, la loro figliola tornò normale. Io dissi a quest’ultima di continuare a pregare per la defunta, perché con la fede avrebbe aiutato il suo spirito a trovare pace e a riconciliarsi con Dio.
Gaetano aveva un atteggiamento scettico e si capiva che non ribatteva per educazione. Ignazio trattenendo le risa, sbottò:
- Signora Teresa, mi scusi sa, ma non credo a una sola parola di quanto ci ha raccontato! Comunque ognuno è libero di pensare come crede.
La signora ostentò un’aria sdegnosa e si alzò dicendo di dover ritornare in camera. I due amici non lo davano a vedere ma erano rimasti scossi e impressionati. Quando si fu allontanata, Ignazio osservò: - Si è offesa. Ma vedi, ci sono cose che proprio non mi convincono. Rimango scettico e non riesco a credere a un’anima che pettina una vivente.