Un regalo di Natale

      Renatino è un bambino di otto anni e da quando ne aveva quattro ha sempre desiderato un cellulare. Si divertiva con un telefonino giocattolo fingendo di parlare con il padre. I genitori non hanno mai voluto comprargliene uno autentico perché sembrava assurdo darlo nelle mani di un bimbo piccolissimo. Allora spesso Renato se lo faceva prestare dalla zia Cettina mostrando di conoscerne il funzionamento. Quando la zia gli ha mostrato il suo nuovo cellulare super accessoriato, lui si è subito reso conto dei marchingegni e di tutte le funzioni. Dunque Cettina ha deciso di regalargliene uno vero e piccolino per Natale. Ma l’avventura che è capitata è allucinante, ha dell’incredibile!
 La suddetta zia possiede un cane barbone, con il pelo bianco e soffice. Si chiama Fido, detto Fid. Le sue dimensioni non sono indifferenti. Sembra un enorme montagna di cotone. Ha un carattere vivacissimo e affettuoso. Renatino lo fa saltare ridendo e divertendosi come un matto e gli ha insegnato a dare la zampa.
Cettina aveva acquistato al vivaio un bellissimo abete e l’aveva addobbato con luci  rosse intermittenti, nastri bianchi e centinaia di palline colorate. Dopo di che, aveva comprato per Renato il cellulare tutto avvolto in un bel pacchetto e l’aveva collocato sotto l’albero. Era un modello molto  piccolo e moderno. Lui aveva capito perfettamente cosa contenesse il pacchetto e l’aveva supplicata di poterlo aprire prima, impaziente di giocare con il suo primo autentico telefonino. La zia era stata irremovibile dichiarando che i pacchi si aprono solo a Natale.
Invece il giorno di Natale, sotto l’albero era rimasta solo la carta dorata, ma del telefonino nemmeno l’ombra. La zia era molto adirata perché supponeva che, di nascosto, Renatino non avesse aspettato e che avesse già aperto il pacco. Telefonò nervosa a casa sua e volle parlargli. Invece di augurargli Buon Natale, lo investì dicendo: - Renato! Che hai fatto! I pacchi non si aprono prima del momento.
 Lui ascoltò trasecolato, poi disse: -Io non ho toccato niente e non ho aperto nessun pacco!
 Aveva un tono convincente.
-Non è possibile! Il pacchetto è scomparso e tu l’hai preso!
 Però la zia cominciava a dubitarne. Renatino al telefono si stava mettendo a piangere: -Io non ho preso niente, niente, niente, non ho preso niente!-
Il marito della zia si mostrò pure allibito: - Com’è possibile che sia scomparso, scusa? C’è la carta e non c’è il cellulare?
Nella loro mente però andava prendendo corpo la realtà delle cose: il cane Fid doveva aver preso il pacco, l’aveva aperto e aveva giocato con il telefonino. Si guardarono e quasi contemporaneamente chiesero: - Dov’è Fid?
 Il cane era sdraiato sulla poltrona del soggiorno e dai morbidi peli del suo muso spuntava solo il naso nero a patata.

  • Fid, che hai combinato?- gridò la zia arrabbiata –Dov’è il telefonino?

Lui la guardava con le orecchie drizzate e agitava la coda.
- Hai aperto il pacco, vero? Hai giocato col telefonino! Dove l’hai messo? Continuava a guardarla e ad agitare la coda, poi scese dalla poltrona e le andò incontro saltando e abbaiando.
-  Sei uno scemo Fid! Dov’è? Dove l’hai messo?
Era arrabbiata anche perché pensava che potesse averlo rotto sbattendolo a terra. Il marito disse: -Non ci resta che cercarlo con santa pazienza; da qualche parte l’avrà lasciato. Lo troveremo.
E così ebbe inizio la caccia al cellulare. Guardarono in tutti gli angoli della casa. In cucina, vicino la cuccia di Fid; cercarono nel ripostiglio, vicino i giornali che usa per i suoi bisogni. Rovistarono nel salone e nello studio, ma il cellulare pareva volatilizzato! Poi un’idea attraversò la loro mente e composero il numero del famoso telefonino  con l’apparecchio telefonico di casa. Poco dopo, incredibile a dirsi, udirono degli squilli provenire dalla pancia di Fid!
Il marito cominciò a urlare terrorizzato: -Nella pancia! L’ha ingoiato!
Aiuto! Cosa facciamo? Fid ha ingoiato il telefonino!
-E’ vero – disse la zia - non c’è dubbio che lo squillo proveniva dalla pancia del cane.  
Il quale, udendo il suono, aveva abbaiato e si era dimenato.
Questo avvenimento può sembrare frutto di fantasia e inventato e invece è l’esatta realtà di ciò che accadde.
Adesso Cettina e il marito si guardavamo trasecolati, increduli, senza sapere cosa fare.
- Dobbiamo portare subito Fid dal veterinario! - disse la zia prendendo il coraggio a due mani.
- Sì, d’accordo - rispose l’altro - andiamo subito.
Si misero in auto con il cane. Quando arrivarono dal veterinario, erano spaventati e agitati. Spiegarono al dottore quanto era successo e lui li guardò allibito.
- Il cellulare ha squillato dentro la pancia del cane?
-Sì, sì - gridò il marito - l’ho sentito io, è nella pancia di Fid!
Il dottore ha sempre avuto in cura l’animale e lo conosce da quando è nato. L’ha vaccinato e gli è comunque affezionato. Lo prese per il muso e lo guardò. Fid per contraccambiare gli leccò la faccia.

  • E’ possibile? Fid, è possibile che hai inghiottito il cellulare?

Altra leccata di faccia. A questo punto, l’ha fatto accucciare sul tavolo delle visite e gli ha toccato lo stomaco. L’ha visitato e gli ha riscontrato qualcosa di anormale.

  • Secondo me, - esordì - è un oggetto abbastanza piccolo e non ha nociuto  all’apparato digerente. Quindi, prima o poi, lo espellerà. Da questo momento in poi, dovete solo stare attenti alle sue feci; vedrete che presto vi troverete il cellulare.

Così nei giorni successivi, Cettina e il marito hanno spiato con la massima attenzione tutte le cacche di Fid. Seguivano il cane, lo tenevamo d’occhio, si precipitavano a cercare nei giornali dove aveva lasciato i suoi bisogni, e il cane non capiva perché andassero ogni volta ad esaminarli come se fossero un reperto prezioso.
Inutile dire che a Renatino avevano comprato un altro cellulare.
Sin quando una bella mattina si udì il grido di soddisfazione del marito:
- Oh! Finalmente! Ecco il telefonino!- E così dicendo aveva toccato una bella cacca cilindrica. Fid lo guardava con la testa piegata da una parte e sembrava voler dire: -Ma guarda sto cretino!