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    grassa

Qualche chilo in più

Qualche anno fa, mia cugina Stefania pesava qualche chilo in più e si disperava perché non riusciva a mandar via il grasso superfluo. Aveva tentato di tutto: diete ipocaloriche, dieta punti, ginnastica dimagrante, cyclette e attrezzi vari. Niente, restava sempre dello stesso peso. Un giorno decise di comprarsi una panciera dimagrante, una di quelle che arrivano dal seno alle ginocchia. Serviva a far sciogliere il grasso, ma indossatala, si accorse che la stringeva fino allo spasimo. Stefania quasi non riusciva a respirare, però resisteva e non la toglieva mai. Si era illusa che la facesse sembrare più magra e che la aiutasse a mandare via i chili di troppo. Soffriva in silenzio e sopportava. Sennonché una mattina incontrò una persona che le disse di trovarla più in carne del solito e le consigliò di provare una panciera dimagrante. Le indicò l’esatta marca di quella che indossava. Dopodichè, mia cugina rinunziò alla panciera. Comunque imperterrita, continuò nei suoi tentativi di perdere peso. Essendo nemica dei medici, non volle andare da un dietologo. Sua madre la pregava e la esortava a farlo, ma Stefania si recò in un’erboristeria e chiese un’erba dimagrante contenente foglie e radici con proprietà lassative. Solo che l’erborista sbagliò le dosi e l’effetto fu che mia cugina ebbe una diarrea tremenda per qualche giorno. Quando guarì, non volle più sentir parlare di erbe ed erboristi. Finalmente decise di andare da un bravo dietologo per farsi visitare e farsi prescrivere la dieta giusta. Quello la visitò e la trovò sana come un pesce, le prescrissi le analisi del sangue e delle urine che risultarono perfette. Dunque si trattava solo di qualche chilo in più dovuto ad un alimentazione troppo ricca di grassi e zuccheri. Il suddetto dietologo le propinò, a questo punto, una dieta che prevedeva: tè al mattino più yogurt e due fette biscottate, spuntino alle ore 11 con un frutto, mezza mozzarella a pranzo con insalata a volontà ma senza olio, merenda a base di yogurt e in fine, per cena, una fettina di carne o un pesciolino con la solita insalata.
Appena iniziò a fare questa dieta, ben presto perse un chilo e, tutta ringalluzzita, mia cugina la continuò mangiando delle porzioni sempre più ridotte. In due mesi aveva perso sette chili! Quindi aveva mandato via i chili di troppo, ma la cuginetta non si accontentò, decisa ormai ad avere un fisico asciutto e da vera modella. Comunque dopo tre mesi, aveva perso dieci chili ed era felice e soddisfatta. Continuò così e al quarto mese, aveva perso ben quindici chili! La sua epidermide però cominciava ad accusare delle defaillance e risultava leggermente sciupata. Lei non si scompose, convinta che con qualche massaggio tutto sarebbe tornato a posto. Non andò più dal dietologo e mangiò sempre le stesse quantità ridotte. Dopo sei mesi, aveva qualche sintomo di anoressia e sembrava un cadavere ambulante. Era orribile e pallidissima e a poco erano serviti tutti i massaggi rassodanti che aveva fatto. Era strana in viso, con le ossa che le spuntavano da tutte le parti. Capì che doveva correre ai ripari e si mise a mangiare grassi e zuccheri. Faceva quattro pasti il giorno e si sforzava di mangiare abbondantemente. Riprese peso e il suo aspetto ne guadagnò molto. Allora continuò a mangiare, contenta di potersi cimentare nelle ricette e nei manicaretti che i vari canali televisivi propinavano. Ma così facendo, riacquistò i chili di troppo e allora si scoraggiò di nuovo e pensò di correre ai ripari, rimettendosi a dieta. Dimagrì nuovamente e la sua pelle cominciava a somigliare a un organetto. Allora volle ingrassare per l’ennesima volta. Insomma la poverina era divenuta una specie di palloncino gonfiabile e sgonfiabile. Finché un giorno un bravo medico le disse che doveva raggiungere il suo peso forma, poi doveva pesarsi ogni mattina e cercare di mantenere sempre il medesimo peso.
Purtroppo però il danno era fatto e la mia cuginetta non riacquistò mai più il sembiante gioviale, simpatico e splendente che aveva quando disponeva di qualche chilo in più.  

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