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odontotecnicoL’odontoiatra     
  
   Vi è mai capitato di perdere un molare a causa di un dentista incompetente? A me sì purtroppo. Il professionista in questione si era rivelato un disonore per tutta la categoria degli odontoiatri. Si chiama Vancullo e mai un cognome fu più calzante a un personaggio di tale risma.
Ma cominciamo dall’inizio: mentre mangiavo del salmone, inavvertitamente ne avevo masticato una scaglia e mi si era fratturato il molare inferiore destro, che sarebbe il terz’ultimo. Mi recai subito dal suddetto dentista, che è considerato un eccelso professionista della nostra città e che invece, si è rivelato un perfetto lestofante e ignorante. La fama di costui è surrogata dal fatto che il suo studio si trova in una via molto importante e, al suo all’interno, vi sono tappeti persiani e mobili pregiati.
Fosse stato il suo cervello pregiato come i mobili!
Il dottore mi fece una piccola radiografia del dente, la esaminò e prese a fare una specie di lezione ai suoi assistenti, disegnando su un foglio ciò che era accaduto al molare. Quindi diagnosticò la necrosi della radice del dente. Come prognosi disse che bisognava fare una canalizzazione endoalveolare. In parole povere il molare andava devitalizzato completamente.
Gli feci notare che all’esterno dell’osso della mandibola sottostante era apparsa una piccola escrescenza e lui disse che si trattava di un granuloma dovuto alla necrosi.
Tutto ciò avveniva a luglio e lui fissò l’intervento per settembre. L’onorario che mi chiese avrebbe fatto rabbrividire anche Rockfeller! Comunque solo un incompetente come lui poteva rimandare di due mesi un intervento del genere, quando il granuloma è già presente.
Dai primi di agosto, infatti, il suddetto granuloma iniziò a ingrossarsi sino a divenire una vera e propria pustola piena di pus. Avevo dovuto farla spremere e ne era fuoriuscito del sangue nero.
Il 16 di agosto, andai al Pronto Soccorso perché la pustola era divenuta molto grossa, preoccupante e inguardabile!
Lì i medici dentisti la esaminarono inorriditi e dissero che si trattava di un ascesso dentoalveolare fistolizzato. Aggiunsero che avevo rischiato di morire poiché l’infezione avrebbe potuto manifestarsi internamente anziché sotto forma di fistola esterna. A quel punto sarebbero sopraggiunti la setticemia e quindi il decesso.
I suddetti dentisti mi chiesero quale ignorante odontoiatra mi avesse fatto ridurre in quelle condizioni ed io riferì il nome e cognome incriminato. I medici dissero che avrei potuto denunciarlo.
Bisognava comunque estrarre subito il dente, ripulire l’infezione nella base alveolare e incidere la fistola, che sarebbe poi lentamente scomparsa. Il dottor Vancullo mi aveva fatto perdere un molare per non essere intervenuto repentinamente.
A settembre mi presentai da lui e gli raccontai, nera di rabbia, quello che era successo. Tutto ciò che seppe rispondermi, con espressione da beota, fu: “ Oh! Mi dispiace tanto signora!”
Ormai stavo bene e riuscivo a mangiare tutto anche senza il molare. Appena mi chiese settanta euro per la visita e per la piccola radiografia, cominciai a ridere come una matta. Ridevo a crepapelle tanto che attirai l’attenzione degli assistenti e degli altri clienti.
Lui pareva molto imbarazzato perché le mie risate non volevano cessare. Anzi più lo vedevo impacciato, più non riuscivo a frenarmi e continuavo a ridere.
Tutti chiedevano cosa fosse successo e il perché di quelle risate. Gli assistenti informati della cosa, spiegarono l’accaduto ai clienti i quali, uno per volta, abbandonarono lo studio.
A un certo punto, il dottore esclamò: “Va bene signora, va bene, non deve darmi nulla!”
Scappò via e scomparve ai miei occhi come inseguito da uno sciame di vespe!
Ancora oggi mi chiedo se un dentista possa essere tanto incompetente e deficiente come il dottor Vancullo!
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