sindrome carpaleLa mano destra

 Giorgia tenendo la mano destra poggiata sul mouse e ferma nella stessa posizione per lungo tempo, aveva provocato una pericolosa contrattura al polso, e quindi tutta la mano aveva cominciato a subirne le conseguenze. Infatti, vi percepiva strani formicolii e il pollice, indice e medio si erano come irrigiditi.
Il suo ortopedico aveva consigliato di fare un’ecografia e Giorgia si era recata da un radiologo il quale, dopo attento esame ai raggi X, aveva diagnosticato la sindrome del Tunnel carpale. Questa è una neuropatia dovuta alla compressione del nervo mediano del polso nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. Le caratteristiche manifestazioni della sindrome sono dolore, debolezza e sensazione d’indebolimento alla mano. Per intenderci bene, il Tunnel carpale è il canale del polso in cui passano il nervo mediano e i nove tendini flessori delle dita che vanno dall’avambraccio alla mano. L’aumento di pressione sul nervo o il suo schiacciamento è all’origine di questa sindrome.
Il radiologo aveva detto anche che l’unico metodo per liberarsi del problema era l’intervento chirurgico che, per altro, era abbastanza semplice e rapido. Insomma, o Giorgia faceva l’intervento oppure si teneva eternamente il fastidio.  
Lei conosceva un esperto chirurgo molto bravo che avrebbe eseguito l’intervento col metodo tradizionale, cioè un’operazione sicura, con prognosi di quindici giorni, al termine dei quali, la mano sarebbe senz’altro guarita completamente.
Giorgia prenotò la clinica a pagamento e seguì la prassi indicatagli dal chirurgo, cioè fece elettrocardiogramma, eco cuore e prelievo del sangue che risultarono con tutti i parametri a posto. Insomma, fu pronta per l’intervento e ne fissò il giorno.
Nel suddetto giorno si recò in una struttura ospedaliera fuori città.
intervento al carpaleAlla reception disse il suo nome e cognome e subito la fecero accomodare in una stanza asettica, invitandola a spogliarsi e a indossare un camice, una cuffia e delle scarpe di plastica ospedaliera. Nel frattempo era arrivato il chirurgo.
La condussero quindi in una sala operatoria molto grande e la misero sotto una lampada enorme. Un medico anestesista le stinse il braccio destro con un laccio emostatico e le infilò un ago in vena. Poco dopo, Giorgia non avvertì più né la mano né l’intero arto destro. Sentiva solo la voce attenta e confortante del chirurgo.
Dopo circa mezz’ora, questi iniziò a fasciare la mano e fece un bendaggio enorme.
La portarono in un’altra stanza asettica e la fecero sdraiare su un lettino mentre un’infermiera la assisteva con premura.
Nei giorni successivi, fu visitata ogni tanto dallo stesso medico chirurgo che andava togliendo poco alla volta tutti i punti.
Poi al quindicesimo giorno, finalmente la mano fu del tutto libera.
mouse carpaleNella vita però i problemi non finiscono mai e la cicatrice cominciò a darle fastidio. Cosicché Giorgia, dopo aver consultato un altro ortopedico, dovette fare circa due mesi di fisioterapia, anche questa a pagamento.
Sulla sua povera mano destra passarono il Laser il cui scopo è di eliminare il dolore con un trattamento indolore, non invasivo, e che può essere protratto per lunghi periodi. Usarono la Tecarterapia che è un trattamento elettromedicale. Le fecero infine l’Elettrostimolazione, cioè una specie di scarica elettrica che riattivava tutta l’articolazione della mano.
Insomma quello che sembrava essere un intervento semplice e veloce, si rivelò un’operazione difficile e molto noiosa!