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| La leggenda della villa sul lago di Como La mia bisnonna mi ha raccontato che, quando era giovane, visse in una villa sul lago di Como. Si trattava di una villa antica e sontuosa da cui si udiva lo sciabordio delle acque, e che è legata alla leggenda del fantasma di Leandra, vissuta alla fine del ‘700. Leandra aveva sposato il ricchissimo conte Verri e dopo il matrimonio, gli sposi cominciarono a dare feste da ballo che erano l’interesse principale della padrona di casa. La sua felicità fu purtroppo distrutta il giorno in cui scoprì che il marito la tradiva con una dama molto più giovane di lei. Prima che potesse fare qualcosa, i due fuggirono insieme. Non si seppe più nulla di loro. Leandra rimase molto ricca e sola alla villa, e per qualche tempo fece vita ritirata. Il suo uomo di fiducia era un servo gigantesco di nome Sebastiano che era sempre vissuto con lei. Fungeva da maggiordomo, la accompagnava sempre in carrozza a fare gli acquisti e le era fedelissimo. Circa un anno dopo la fuga del marito, Leandra ricominciò a dare ricevimenti. Tutto continuò come prima, c’era però un fatto nuovo: nel corso delle feste, la padrona di casa scompariva e quando tornava, aveva gli occhi più luccicanti. Le persone cominciarono a pettegolare e a dire che si drogava per dimenticare il dolore del tradimento dal marito. Una sera, un invitato seguì Leandra quando lei si assentò e riferì che era scesa in cantina svanendo nel buio. Poi, mentre aspettava che tornasse, aveva udito dei gemiti lontani e un rumore di frustate. Qualche anno dopo, Leandra era andata a fare acquisti e quando attraversò la strada per tornare alla carrozza, fu investita da una muta di cavalli imbizzarriti. Morì tra le braccia di Sebastiano che si era precipitato a soccorrerla. Poiché non si seppe più nulla del conte Tommaso, la villa fu ereditata da un suo cugino. Il servo Sebastiano continuò a occuparsi della casa e rimase fedele al nuovo proprietario. Vent’anni dopo, in punto di morte, Sebastiano chiamò il padrone e gli raccontò una macabra storia. Disse che molti anni prima, Leandra aveva invitato suo marito e la sua amante a prendere il tè con lei. Lo scopo sarebbe stato quello di trovare una soluzione ai loro rapporti. La verità era che aveva messo una pozione nel tè per addormentare i due, i quali furono condotti da Sebastiano in cantina e messi in due celle separate. Furono incatenati al muro e potevano parlarsi e vedersi. Leandra scendeva ogni giorno a visitarli, scendeva anche nei giorni di ricevimento. Sebastiano rivelò pure che prima di spirare, lei gli aveva ordinato di non andare mai più a portare cibo ai due amanti in modo che morissero, così come lei era morta di dolore. Il nuovo proprietario scese nelle cantine e trovò i macabri cadaveri incatenati alle pareti. Tutti lo seppero nei dintorni, ma nessuno volle parlare della terribile scoperta. Lentamente il fatto fu dimenticato sino ad assumere i contorni di una leggenda. Da allora si dice che nelle notti di luna, alla villa si aggira il fantasma di Leandra, si ode lo sferzare di una frusta e un rumore di catene. Sono stata molto incuriosita dal racconto della bisnonna e ho provato a fare qualche ricerca. Sul lago di Como le ville antiche sono a centinaia, ma dalla ricostruzione dei fatti, dalle date e dai nomi, sono arrivata a sospettare che quella villa potrebbe essere la medesima acquistata da George Clooney. Voglio raccomandare a chi leggerà quest’ orribile leggenda di non andarla a riferire al povero George. |
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