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innamorato passioneInnamorato

  Un viso minuto, pallido, dolce, non lo dimenticò mai più. Le guance diafane erano armoniose, gli occhi verdi sembravano due fanali illuminati, erano inquietanti in quel volto di bambina. Lo avevano attratto appena i loro sguardi si erano incontrati e quell’istante non lo abbandonò più. Una parte di sé restò catturata nell’attimo in cui la vide per la prima volta.
Benedetto aveva quindici anni a quel tempo ed era chiamato da tutti Benny. Lei era Luisa, sua coetanea e sorella di un amico. Aveva i capelli cortissimi e il viso triste.
-Come stai?- le aveva chiesto.
-Adesso sto meglio, grazie- aveva risposto. - Sono stata ammalata, ma non guardarmi. -
-Perché? -
-I miei capelli…....-  Si era portata le mani al capo per nasconderlo, - li ho perso per un’anemia e me li hanno tagliati. -
L’aveva amata subito di un affetto dolce, appassionato, esclusivo. Da allora aveva pensato sempre a lei, solo a lei. Scriveva il suo nome sul diario, sui quaderni, sui libri. La sognava ad occhi aperti, la immaginava accanto a sé mentre carezzava e baciava i suoi corti capelli. Poi si erano di nuovo incontrati e lei aveva accettato di essere la sua ragazza. Allora le telefonava e le mandava messaggi decine di volte il giorno. Le dichiarava il suo amore e le confessava gli spasimi del cuore, la voglia di stringerla e baciarla. Un giorno c’era stato il primo rocambolesco bacio: passeggiavano per i giardini pubblici tenendosi per mano e si erano fermati a sedere sul bordo di una vasca. Benny guardava estatico quelle labbra morbide, socchiuse su denti perfetti e aveva avvicinato il viso. Le pulsazioni erano aumentate e si era sporto per baciarla. Si era slanciato in avanti preso dalla passione, ma la ragazza ritraendosi si era alzata e lui era caduto in acqua.
In seguito era stata lei a prendere l’iniziativa per baciarlo e aveva cercato di introdurre la lingua nella sua bocca. Il ragazzo l’aveva tenuta chiusa e il risultato era stato una bella lavata di faccia.
Erano stati fidanzati per tanti anni. Il loro era un amore consolidato e fatto di fiducia e confidenza quasi fraterna. Luisa preveniva ogni suo desiderio, lo capiva, lo assecondava. Dopo che Benny aveva vinto il concorso come Pubblico Ministero, si erano sposati e avevano avuto due splendidi bambini. La famigliola abitava in una villa che apparteneva ai genitori di lei. Nei due piani superiori abitavano i suoceri e la famiglia della cognata. Ma la convivenza è difficile, specie se i parenti  sono invadenti, ingombranti, poco sensibili al bisogno di privacy. Erano presenti in casa nei momenti meno opportuni, li assillavano e volevano partecipare a ogni evento e discussione. Benny aveva manifestato alla moglie il suo scontento, ma lei sembrava non badarci ed era felice di avere continuamente per casa padre, madre, sorella, cognato e nipoti.
La famiglia si era improvvisamente allargata e non c’era più un attimo di solitudine, di pace, di quiete. Aveva iniziato a paventare il momento del rientro a casa, nella certezza di essere assalito dai nipoti che coinvolgevano i suoi figli nelle sfrenatezze più inaudite.
Finché un giorno, in ufficio, conobbe una collega. Capì in quel momento di essere nuovamente innamorato. Si chiamava Marianna ed era un magistrato. Nubile, avvenente e riservata, aveva occhi nerissimi e lunghi capelli castani. La sua loquela rivelava una vasta preparazione e una particolare intelligenza, i modi schivi erano affascinanti e quando camminava, faceva ondeggiare lievemente i fianchi.
Fino a quel momento, Benny non aveva capito che essere innamorato potesse significare provare una forte attrazione sessuale. Aveva sempre voluto bene a Luisa e credeva che quell’amore lo appagasse interamente. Invece scopriva nuovi orizzonti e nuove sensazioni. Quando la collega lo guardava, provava un arresto cardiaco e credeva che il mondo si fermasse. Avrebbe voluto carezzarla, stringerla, baciarla voluttuosamente, avvinghiarsi a lei e non lasciarla più. Di notte sognava di fare l’amore con Marianna e si lamentava emettendo suoni strani. Aveva cominciato ad allontanarsi dalla moglie e, se a letto lei lo cercava, si girava dall’altra parte. Era come posseduto da una forza irresistibile, ma capiva che quella forza altro non era che amore travolgente, fatto di passione e desiderio. Adesso finalmente conosceva il vero eros. Per Marianna sapeva di poter commettere qualsiasi follia. Infatti, quando lei iniziò a rivolgergli delle attenzioni particolari, Benny credette di toccare il cielo con un dito.
A casa divenne scostante con la moglie e le disse che non ce la faceva più a vivere con i parenti per casa. Cercava ogni minimo pretesto per litigare e rinfacciarle i sacrifici fatti per lei e per i figli. Finché anche Luisa si stancò e il loro rapporto divenne irrimediabilmente teso.
Di questo Benny parlò con Marianna, dicendo che voleva andare via da casa perché ormai era innamorato di lei e voleva vivere solo e soltanto con lei. Quella cercò di farlo rinsavire dicendo che la famiglia è un valore molto importante e bisogna difenderlo, ma intanto anche lei si era innamorata e non poteva fare a meno di guardarlo languidamente e con trasporto.
Fu la stessa Luisa a metterlo dinanzi al fatto compiuto: doveva andar via da casa per evitare ai figlioli quel perenne stato di guerra e le continue recriminazioni.
Non se lo fece dire due volte. Preparò le valigie e andò a vivere da solo. Era innamorato, invaghito e felice, coinvolto da una passione travolgente e sconosciuta. Sapeva di aver riacquistato la propria libertà e che da lì a poco la collega sarebbe divenuta la sua nuova compagna.
Il sogno si realizzò nel giro di pochi mesi e Benny conobbe un nuovo tipo d’amore. Quello che è conoscenza del piacere, che fa tacere la ragione, che riconosci al primo sguardo. Capiva che si era arreso all’amore poiché esso vince su tutto. Un amore travolgente e completo fatto di sesso e voluttà, non si sentiva colpevole perché il suo cuore era stato scosso da una tempesta e non aveva potuto difendersi. Quell’uragano aveva abbattuto ogni resistenza come una forza che aveva agito contro la sua stessa volontà. Aveva riacquistato la pace, la voglia di vivere e di sorridere.
Mantenne legami d’amicizia con Luisa, quindi molto spesso andava a trovare i figli, li portava con sé e li seguì nella crescita.
Un giorno il maggiore gli chiese: - Papà cosa significa essere innamorato? -
Benny rispose: -Figliolo, significa sentirsi liberi, vuol dire serenità, diventare premurosi, responsabili e felici. Significa conoscere l’eros, ossia il vero piacere dei sensi. -
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