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Gattine
 
Mia nipote Viviana abita da sempre in campagna con la nonna materna e con il fratello Giorgio. Quella casa somiglia tanto a uno zoo poiché vi dimorano abitualmente cani, gatti, conigli, anatre, cavalli, galline, tacchini. Viviana è un tipo esuberante e loquace; ha superato da poco le quaranta primavere e non ha mai avuto la fortuna d’incontrare l’anima gemella. Nell’insieme è piacente, di media altezza, formosa, con occhi grandi e nerissimi. Quando inizia a chiacchierare e a raccontare le sue avventure, pare un torrente in piena e non riusciresti a fermarla neppure sotto minaccia di tortura! Forse per questo non ha mai trovato marito, perché nessuno s’è mostrato capace di arginare il suo profluvio di parole quando comincia a blaterare.
Qualche sera fa mi telefonò e, nell’arco di mezz’ora, mi narrò le sue ultime disavventure: - Zia sapessi cosa mi è successo! -
Ero rassegnata conoscendo fin troppo bene il suo temperamento garrulo.
- Cosa c’è Viviana, che cosa è successo? -
- I miei gatti sono aumentati. La gatta Pallina ne ha partoriti ultimamente sette. -
 - Ah bene! Sarai contenta. –
 - Sì, ma se avessi visto quel parto! Una cosa incredibile! Ha avuto come ostetriche due gattine. -
 - Ti prego Viviana! Non cominciare con le tue solite panzane. -
 - Ti assicuro! Se non avessi visto con i miei occhi ciò che è accaduto, non ci avrei creduto neppure io. -
  - Sentiamo, com’è andata? -
  - Quelle due gattine erano pure incinte e le avevo portate dal veterinario per farle abortire e sterilizzare, perché altrimenti rischiavo di mettere su un vero allevamento di gatti. Quando Pallina ha cominciato a partorire, esse sono rimaste con lei e l’hanno aiutata a tirare fuori i micetti. Li leccavano e li pulivano, li annusavano e li mettevano al caldo. Pensa che il giorno dopo, hanno avuto anch’esse il latte e li hanno allattati. Il bello è che Pallina ha lasciato fare. –
- Ma non dire fesserie! E’ impossibile! Viviana, ma che dici? Hanno allattato! Pensi davvero che possa crederci? -
 - Te lo giuro! Non dico fesserie. Non so come, ma improvvisamente i loro capezzoli si sono ingrossati, prendevano i nuovi nati e li allattavano. Una cosa meravigliosa, incredibile! -
 - Sì, ma io non ci credo, tu spesso racconti balle e poi ti metti a ridere quando capisci che un povero scemo ci ha creduto. -
 -Questa volta non sono balle, zia, te lo giuro! -
  -Scusa Viviana, ma erano proprio le stesse gatte che hai fatto abortire e sterilizzare? -
Non riuscivo a credere alle sue parole, anche perché so che Viviana, oltre a essere imbrogliona, tende a esagerare quando si lancia nelle sue mirabolanti narrazioni.
 - Erano le stesse! Ma dopo comunque è successa una cosa tremenda. -
 - Ancora? E che può essere successo più di questo? Sentiamo parla. -
 - Quando i micetti furono un po’ cresciuti, ho pensato di fare un viaggetto. Durante la mia assenza, raccomandai a mio fratello tutti i gatti e in particolare Pallina, che è stata sempre la mia preferita. -
  - E allora?-
Cominciavo a scocciarmi e allo stesso tempo a incuriosirmi.
 - Non sai cosa ha combinato quel cretino di mio fratello Giorgio!
 - Cos’ha combinato? -
 - Gli avevo detto di stare attento e di non perdere di vista i gatti. Telefonai una sera e gli chiesi informazioni sul loro stato di salute. Mi rispose a bruciapelo che Pallina era fuggita! Cominciai a gridare poiché la sorpresa fu enorme e sentire comunicare con tanta indifferenza quella notizia fu proprio terribile. Gli dissi che era un farabutto e che sarebbe dovuto stare più attento, tenerla d’occhio, seguirla e poi cercarla ovunque, perché da qualche parte sarà andata! Forse Pallina mi cercava e si era nascosta, ma non poteva essersi allontanata molto. Giorgio era agitatissimo, cominciò a urlare pure lui, disse che la scema ero io, che non capivo niente e che l’avevo lasciato nei guai. -
 - Povera Pallina, mi spiace!- esclamai - Comunque l’avete ritrovata? -
 - Ancora non hai udito nulla!- continuò Viviana .
-Sempre gridando, spiegai a Giorgio che avrebbe dovuto cercare dappertutto, chiamarla con affetto, rabbonirla, lasciare davanti casa i suoi cibi preferiti. –
 -Scusa Viviana, - domandai- ma perché non tornavi tu a cercarla? -
 -Ti ho detto che ancora non hai sentito niente e non immagini quanto possa essere deficiente mio fratello. Dopo essermi sfogata, sicura comunque che alla fine Pallina sarebbe tornata, mi calmai e cominciai a chiedere notizie della nonna. E’ assurdo! Quel mio fratello è proprio imbecille! Sai cosa mi rispose? -
 -No, non lo immagino. -
Adesso ero proprio tutta orecchie.
 -Con voce roca e strozzata, tossendo e farfugliando disse che la nonna era fuggita. -
 -Fuggita? La nonna? Pure la nonna fuggita? Ma come? Non è possibile! -
Io ero stravolta, le narrazioni di Viviana avevano raggiunto il paradosso!
-Logicamente continuai a gridare come una pazza, a dire che non era possibile, gli diedi cento volte del cretino e decisi di tornare all’istante. Quando arrivai, sai cosa scoprì? -
La mia curiosità era al settimo cielo.
-Scoprì che Pallina non era fuggita, ma era morta e quel che è peggio era morta pure la nonna. Quel deficiente di mio fratello non aveva avuto il coraggio di comunicarmi la ferale notizia! 

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