CREPACCIO“Ssssssssh……………..”

“Ssssssssss! Silenzio,” disse lui posandole un dito sulle labbra e distendendosi accanto a lei sulle rocce di quella montagna innevata.
Poi, la baciò. Non c’era anima viva e si sentivano i padroni del mondo. Tutto ciò che avevano era la loro coscienza e gli ostacoli che, a riguardo, si erano portati dietro: i figli, i loro coniugi, le loro memorie, le loro esistenze. No, non c’era nessuno, nessuno che li guardasse, che li conoscesse, non un’anima viva. Si baciarono con tutta la passione chiusa nel loro cuore e conservata intatta dal primo momento che si erano conosciuti. I baci di lei furono ardenti e la sua anima bisognosa del suo amore. Nessuno li avrebbe potuto trovare; erano soli tra quelle langhe desolate.
“Ti amo cara, ti conosco da solo cinque giorni ma è come se ti conoscessi da sempre. Sono convinto che non potrò mai più vivere senza te. Non ho nessun diritto di dirtelo, ma ti amo, ti amo alla follia!” La guardò in un modo che la spaventò, poi la baciò ancora
appassionatamente. 
Lei bisbigliò: “Non riesco a immaginare a cosa questo amore ci porterà, ma so di non essere mai stata così felice nella mia vita.
Forse dovremmo scappare in incognito e mandare al diavolo tutto e tutti.”
Era incredibile pensare che in quel preciso momento nessuno sapesse dove si trovassero, perché non avevano detto dove stavano andando.
A un tratto un boato tremendo squarciò il silenzio della montagna e videro spalancarsi un crepaccio enorme proprio davanti a loro.
Quella fenditura era enorme e capirono subito di non poterla oltrepassare! Il ghiacciaio l’aveva formata e non era nascosta ma ben visibile ai loro occhi. Solo che capivano pure, con orrore, di non poterlo oltrepassare viste le sue enormi dimensioni!
Sarebbero morti lì congelati e non sarebbero mai più tornati dai propri figli. Lei cominciò a piangere e a disperarsi; lui sembrava rincretinito dallo spettacolo di quello strapiombo che che li divideva dal mondo civile. Già le sensazioni di gelo li avvolgevano e capirono di non essere equipaggiati per affrontare a lungo quella situazione e quelle temperature. Erano destinati inevitabilmente alla morte. Davanti a loro la fenditura del ghiacciaio sembrava invitarli: si guardarono negli occhi, sapevano di non saper vivere l’uno senza l’altro! Si presero per mano e senza dire una parola spiccarono un salto dentro il crepaccio.
Li cercarono a lungo, ma non li trovarono mai più. Andarono ad allungare la lunga lista dei dispersi nel mondo.