Scruscio
La mia bisnonna, anni fa, mi narrò un fatto di cronaca singolare accaduto a Palermo nel 1945.
Sono andata a documentarmi e ho trovato quante segue:
In quell’anno morì in circostanze misteriose Sofia Molatto, signora della buona società palermitana. Questo dramma fece molto “scruscio”, com’è detto in Siciliano il rumore.
Il dramma si consumò con la morte improvvisa di Sofia uccisa dal marito, Girolamo Lo Verso, medico all’ospedale della Feliciuzza.
La coppia aveva già due figlie, ma era in arrivo un terzo. All’ottavo mese di gravidanza però Sofia fu costretta a mettersi a letto per via di una tossicosi gravidica cioè una complicanza gestazionale.
La situazione sembrava sotto controllo, eppure improvvisamente Sofia morì.
Sua madre fu straziata dal dolore ma nello stesso tempo sospettò il genero di avere ucciso la figlia.
Una cameriera le aveva confidato, infatti, che i coniugi litigavano spesso. I sospetti della madre sembrarono trovare conferma quando solo otto giorni dopo il funerale, il marito lasciò le figlie alla custodia dei nonni e partì per andare a trovare Filomena Salzillo, ex suora e infermiera, conosciuta alla Feliciuzza con il nome di Suor Elena.
All’ospedale qualcosa doveva essere cambiato, perché dopo aver conosciuto il dottor Lo Verso, Filomena non aveva più pronunciato i voti.
Il medico s’incontra a Napoli con lei e dopo una settimana, ritorna a Palermo e assume l’ex suora come governante delle bambine e come infermiera del suo studio privato.
A Palermo si cominciò subito a vociferare che l’infermiera fosse l’amante del medico, e a diffondersi forti e seri dubbi sul decesso di Sofia. Finché un giorno alla procura arriva una lettera anonima che denuncia come il medico avrebbe avvelenato la moglie per stare con Filomena Sarzillo, complice forse del delitto.
“Indagate e conoscerete, ” suggerisce l’anonimo.
Viene allora disposta dalla procura la riesumazione e l’autopsia della salma. Sono così trovate tracce di Sublimato Corrosivo, un composto molto tossico e pericoloso. Dunque Sofia è stata avvelenata!
Lo Verso viene incriminato e arrestato.
Durante l’interrogatorio, egli ammette di aver praticato alla moglie un’iniezione di Sublimato Corrosivo per errore, e Sofia era morta di nefrite in poco tempo.
Il processo si celebra a Palermo solo nel 1948.
La tesi dell’accusa è che si sia trattato di omicidio premeditato e non di errore. Viene scoperto che il medico si era informato se il Sublimato Corrosivo lasciasse tracce.
Il caso Lo Verso scuote l’opinione pubblica di Palermo.
Contro Filomena Sarzillo non ci sono prove. Lei si presenta al processo come una donnetta squallida e bruttina. Non è una donna per la quale si possa uccidere! Ammette però la sua relazione carnale con il medico quando lui era stato a trovarla a Napoli. All’epoca del delitto, lei si trovava là.
In tribunale, durante il processo, il pubblico rumoreggia e nessuno sembra credere ai due amanti.
Lo Verso viene condannato all’ergastolo il 23 gennaio del 1949. La sentenza sarà confermata sia in Appello sia dalla Cassazione.
Morirà nel carcere di Barcellona il 7 ottobre 1965 a cinquantuno anni per un collasso cardiovascolare ed è sepolto a Palermo.
Le figlie hanno sempre creduto nell’innocenza del padre.
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